Festival Internazionale del jazz Sergio Amato

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Canicattini Bagni

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Il Comune di Canicattini Bagni (Sr) occupa una posizione geografica baricentrica rispetto al sistema provinciale siracusano, si trova infatti nel punto focale della mobilità turistica che collega la costa ionica con la zona montana iblea  ed è per così dire una porta di passaggio obbligato. dato che al perimetro di questo sistema si trovano città di rilevanza internazionale, riconosciute dall’UNESCO, quali Siracusa, Noto, Palazzolo Acreide e Sortino (Valle dell’Anapo e Pantalica).

Il territorio circostante la Città di Canicattini, nasconde una notevole ricchezza di testimonianze archeologiche e siti di grande valore paesaggistico e naturalistico. Ben rappresentativo del paesaggio calcareo ibleo è il canyon di Cavagrande dove si trovano anche ampi strascichi di vegetazione, fauna e odori tipici della collina siciliana a macchia mediterranea. Intorno alle cave (Cava Lencino,  Cavadonna, Cava Cardinale), potremo scoprire i famosi Ddieri”, agglomerati rupestri del periodo arabo, ricettacolo anche di briganti in un passato non tanto lontano e grotte sulle alte pareti di tufo che costeggiano le cave.

La necropoli di Canicattini, per esempio quelle di  Cozzo Guardiole,  è sicuramente la più importante  del territorio, dista pochi chilometri dal centro abitato ed ha attirato l’attenzione di diversi studiosi (Giuseppe Fuehrer, Paolo Orsi, Sebastiano Aiello, Giuseppe Agnello e Salvatore Carpinteri). L’Ass. Ente Fauna propone, in diversi periodi dell’anno,delle escursioni in questi luoghi, indicando dei sentieri particolari sia per chi sceglie di fare il percorso in mountain bike o per chi vuole dedicarsi al trekking. In tali occasioni, il turista avrà anche la possibilità di gustare i prodotti tipici locali. Naturalmente è importante il rispetto dei luoghi, infatti si incontrerà una variegata presenza di animali e piante che caratterizzano il territorio ibleo e a questo proposito, si vuole ribadire che tali escursioni sono per lo più rivolte ad un turista di qualità cercando di mantenere la domanda su una fascia medio-alta ed evitando di accondiscendere ai gusti e alle esigenze di un turismo massificato.

Il paesaggio offre colture specializzate di grano duro, vite, agrumi e colture in serra che tendono a prendere il posto, nelle aree irrigue, dei più tradizionali uliveti e mandorleti. Sulle colline, invece, i terrazzamenti coltivati ad ulivo e carrubo, vengono a volte interrotti da radi lembi di macchia mediterranea. L’economia locale è quindi trainata dall’agricoltura che occupa il 24% della popolazione e le produzioni agricole sono di ottima qualità perché le particolari condizioni pedoclimatiche conferiscono elevate caratteristiche organolettiche ad  olive, carrube, pere, mandorle, noci e fichi d’India.

Il territorio, grazie alla secolare abilità ed esperienza degli olivicoltori e dei frantoiani, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento del marchio D.O.P. Monti Iblei. L’olio extravergine di oliva viene venduto direttamente nei frantoi. quì vengono coltivati i seguenti tipi di olive: tonda iblea , nocellara dell’Etna,Biancolilla, Aglialora

Il paese si presenta con un caratteristico impianto urbanistico a viabilità ortogonale dal quale spiccano numerosi episodi monumentali di interesse storico e architettonico. Nell’edilizia storica mentre sono ancora presenti esempi del modello abitativo originario  della “casa terrana”, assume particolare fascino il Liberty con il quale, negli inizi del novecento, la vasta esperienza artistica degli scalpellini locali ha realizzato diverse abitazioni .

Nel centro storico sono presenti diversi  palazzi oggetto di tutela inseriti nell’elenco dei beni vincolati dalla Soprintendenza BB.CC. di Siracusa: Palazzo Cianci (sede dell’attuale Centro Anziani); Palazzo Carpinteri (sede del Municipio); Palazzo Messina (contenitore culturale della città: sede di attività quali mostre artistiche e concerti di alto livello qualitativo,ospita anche la Biblioteca Comunale e la Scuola di Musica nonché le attività del Corpo Bandistico. Anche le chiese hanno un ruolo rilevante nella  monumentalità della città: la Chiesa Madre del 1796 che ripete elementi della Chiesa del Collegio dei Gesuiti di Siracusa; Chiesa delle Anime del Purgatorio, probabilmente la più antica; la Chiesa di Maria Ausiliatrice. La Villa Comunale è  del primo decennio del secolo, con il tipico giardino all’italiana dell’epoca, vasca e fontana, alberi monumentali e monumento ai caduti. Importantissimo è l’Ipogeo di via Canale, con resti di catacombe paleocristiane, nei pressi del quale si trova anche la Fontana Netina, riportata alla luce grazie ad un recente restauro finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Piazza XX Settembre è il  luogo dove storicamente e sino ad oggi, si affacciano la vita economica, sociale, politica e religiosa della comunità canicattinese. Un luogo che solo da poco ha assunto l’appellativo di “piazza”, grazie alla sua completa ristrutturazione, con pietra bianca di Modica, così come nella tradizione urbanistica dei luoghi del barocco siciliano, in perfetta armonia con l’architettura della Chiesa di S. Maria degli Angeli (Chiesa Madre 1792) che vi si affaccia; l’architettura dei suoi palazzi, ad iniziare dal Palazzo Messina – Carpinteri, oggi Palazzo della Cultura, sede della Biblioteca Comunale e della Scuola Comunale di  Musica, e del Palazzo Comunale. Arricchita da illuminazione artistica, perfettamente in linea con la sua architettura, sino a data recente era ancora via XX Settembre, luogo del centro urbano dalle caratteristiche storiche ed architettoniche tipiche dell’elemento “piazza”, ovvero di un luogo ampio, dove la comunità da sempre ha dato corso alla sua vita sociale, economica e culturale. Un luogo di incontro di tutte le generazioni, dai bambini agli anziani, luogo simbolo, che da proprio il senso della civitas.

In questo luogo, che è l’agorà storica e tradizionale della città di Canicattini Bagni, la realizzazione di un momento culturale di grande spessore, qual è appunto il Festival Internazionale del Jazz, che vede la presenza dei migliori musicisti mondiali, è un momento non solo di qualificazione e di rafforzamento dell’identità stessa della città, legata per storia alla Musica e alla sua sublime arte, come dimostra la presenza di una Scuola Comunale di Musica, frequentata ogni anno da oltre un centinaio di ragazzi, ma rappresenta la metafora stessa della città.

Oggi quel luogo, ristrutturato e recuperato dal punto di vista urbanistico, e di valenza storico - culturale, diventa il palcoscenico non solo del Festival Internazionale del Jazz che richiama migliaia di visitatori e amanti di questa musica, ma la vetrina dell’intero patrimonio storico – culturale (compreso il Liberty minore, frutto dell’arte scultorea delle maestranze locali, del quale le case e le facciate della città sono ricche), che si completa con la recente apertura del Museo dei Sensi e dell’Arte Lapidea, proprio li, in quell’agorà, che torna ad essere cuore pulsante della città e della comunità tutta.

Il Monumento più importante è il PONTE DI S. ALFANO che anticamente collegava il feudo al borgo e permetteva l’emigrazione giornaliera dei contadini. E’ un notevole esempio di architettura civile settecentesca per la sua unica e potente arcata sullo strettissimo e profondo dirupo della Cava Cardinale. Al di sopra del ponte, sono scolpiti, uno a destra e uno a sinistra della strada, due personaggi e una graziosa leggenda li dipinge come campieri, uno per nome Currarinu e l’altro Calamaru i quali, per odi personali, si uccisero proprio sopra il ponte.

In un edificio costruito negli anni venti in stile liberty si trova il Centro Studi Devozioni Popolari sez. Casa dell’emigrante – Museo del tessuto famoso in ambito nazionale. L’edificio ha conservato intatto il suo fascino antico e oggi ospita una mostra permanente sulla tessitura .Due spazi sono anche dedicati ai  vari processi di tinteggiatura e lavorazione delle stoffe dove protagonista è il telaio. Vi è stato ricostruito un ambiente domestico dove si svolgeva la vita della numerosa famiglia.  Il Museo del tessuto custodisce inoltre memorie religiose, tra le tante i gioielli “ra’ Bedda Matri”, recuperate nei mercatini d’antiquariato e che appunto testimoniano la devozione del  popolo ibleo.

Il Museo di Memorie e Ricordi dei canicattinesi è disposto in due piani  e conserva cromolitografie raffiguranti figure di Santi e pietre da taglio raccolte con grande cura nei primi anni ottanta quando si demolivamo le case di Canicattini  per erigere palazzine in cemento armato e tutto l’arredo rimaneva seppellito sotto le pietre. Il Responsabile dell’UNESCO Ray Bondin che ha fatto tappa a Canicattini, ha visitato questo museo e ha affermato che il patrimonio in esso custodito fa della cultura uno dei punti di forza per emergere dall’anonimato e che quindi deve essere valorizzato  e tutelato.

Il Museo dei sensi e dell’arte lapidea presenta il territorio illustrando le valenze del comprensorio (dal paesaggio alle masserie, dalle botteghe all’abitare storico) ricodificando, valorizzando e trasmettendo stimoli sensoriali la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto ed il “sesto senso” inteso come istintiva relazione con la gente del luogo, quindi il senso dell’ospitalità. L’originale struttura museale è stata  allestita integrando due edifici ubicati nel cuore della cittadina, quella parte del centro urbano che viene considerata la piazza del paese, ma restituirà anche alla strada il ruolo di spazio sociale contribuendo all’abbattimento delle barriere architettoniche.

 

Tutte queste strutture, offrono al turista piscina, campo da tennis e campo di calcio, mentre gli amanti della natura possono dilettarsi in trekking, passeggiate in bici, escursioni in fuoristrada o  abbandonarsi al pieno relax.

 

Il territorio, grazie alla secolare abilità ed esperienza degli olivicoltori e dei frantoiani, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento del marchio D.O.P. Monti Iblei. L’olio extravergine di oliva viene venduto direttamente nei frantoi. quì vengono coltivati i seguenti tipi di olive: tonda iblea , nocellara dell’Etna,Biancolilla, Aglialora

Il paese si presenta con un caratteristico impianto urbanistico a viabilità ortogonale dal quale spiccano numerosi episodi monumentali di interesse storico e architettonico. Nell’edilizia storica mentre sono ancora presenti esempi del modello abitativo originario  della “casa terrana”, assume particolare fascino il Liberty con il quale, negli inizi del novecento, la vasta esperienza artistica degli scalpellini locali ha realizzato diverse abitazioni .

Nel centro storico sono presenti diversi  palazzi oggetto di tutela inseriti nell’elenco dei beni vincolati dalla Soprintendenza BB.CC. di Siracusa: Palazzo Cianci (sede dell’attuale Centro Anziani); Palazzo Carpinteri (sede del Municipio); Palazzo Messina (contenitore culturale della città: sede di attività quali mostre artistiche e concerti di alto livello qualitativo,ospita anche la Biblioteca Comunale e la Scuola di Musica nonché le attività del Corpo Bandistico. Anche le chiese hanno un ruolo rilevante nella  monumentalità della città: la Chiesa Madre del 1796 che ripete elementi della Chiesa del Collegio dei Gesuiti di Siracusa; Chiesa delle Anime del Purgatorio, probabilmente la più antica; la Chiesa di Maria Ausiliatrice. La Villa Comunale è  del primo decennio del secolo, con il tipico giardino all’italiana dell’epoca, vasca e fontana, alberi monumentali e monumento ai caduti. Importantissimo è l’Ipogeo di via Canale, con resti di catacombe paleocristiane, nei pressi del quale si trova anche la Fontana Netina, riportata alla luce grazie ad un recente restauro finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Piazza XX Settembre è il  luogo dove storicamente e sino ad oggi, si affacciano la vita economica, sociale, politica e religiosa della comunità canicattinese. Un luogo che solo da poco ha assunto l’appellativo di “piazza”, grazie alla sua completa ristrutturazione, con pietra bianca di Modica, così come nella tradizione urbanistica dei luoghi del barocco siciliano, in perfetta armonia con l’architettura della Chiesa di S. Maria degli Angeli (Chiesa Madre 1792) che vi si affaccia; l’architettura dei suoi palazzi, ad iniziare dal Palazzo Messina – Carpinteri, oggi Palazzo della Cultura, sede della Biblioteca Comunale e della Scuola Comunale di  Musica, e del Palazzo Comunale. Arricchita da illuminazione artistica, perfettamente in linea con la sua architettura, sino a data recente era ancora via XX Settembre, luogo del centro urbano dalle caratteristiche storiche ed architettoniche tipiche dell’elemento “piazza”, ovvero di un luogo ampio, dove la comunità da sempre ha dato corso alla sua vita sociale, economica e culturale. Un luogo di incontro di tutte le generazioni, dai bambini agli anziani, luogo simbolo, che da proprio il senso della civitas.

In questo luogo, che è l’agorà storica e tradizionale della città di Canicattini Bagni, la realizzazione di un momento culturale di grande spessore, qual è appunto il Festival Internazionale del Jazz, che vede la presenza dei migliori musicisti mondiali, è un momento non solo di qualificazione e di rafforzamento dell’identità stessa della città, legata per storia alla Musica e alla sua sublime arte, come dimostra la presenza di una Scuola Comunale di Musica, frequentata ogni anno da oltre un centinaio di ragazzi, ma rappresenta la metafora stessa della città.

Oggi quel luogo, ristrutturato e recuperato dal punto di vista urbanistico, e di valenza storico - culturale, diventa il palcoscenico non solo del Festival Internazionale del Jazz che richiama migliaia di visitatori e amanti di questa musica, ma la vetrina dell’intero patrimonio storico – culturale (compreso il Liberty minore, frutto dell’arte scultorea delle maestranze locali, del quale le case e le facciate della città sono ricche), che si completa con la recente apertura del Museo dei Sensi e dell’Arte Lapidea, proprio li, in quell’agorà, che torna ad essere cuore pulsante della città e della comunità tutta.

Il Monumento più importante è il PONTE DI S. ALFANO che anticamente collegava il feudo al borgo e permetteva l’emigrazione giornaliera dei contadini. E’ un notevole esempio di architettura civile settecentesca per la sua unica e potente arcata sullo strettissimo e profondo dirupo della Cava Cardinale. Al di sopra del ponte, sono scolpiti, uno a destra e uno a sinistra della strada, due personaggi e una graziosa leggenda li dipinge come campieri, uno per nome Currarinu e l’altro Calamaru i quali, per odi personali, si uccisero proprio sopra il ponte.

In un edificio costruito negli anni venti in stile liberty si trova il Centro Studi Devozioni Popolari sez. Casa dell’emigrante – Museo del tessuto famoso in ambito nazionale. L’edificio ha conservato intatto il suo fascino antico e oggi ospita una mostra permanente sulla tessitura .Due spazi sono anche dedicati ai  vari processi di tinteggiatura e lavorazione delle stoffe dove protagonista è il telaio. Vi è stato ricostruito un ambiente domestico dove si svolgeva la vita della numerosa famiglia.  Il Museo del tessuto custodisce inoltre memorie religiose, tra le tante i gioielli “ra’ Bedda Matri”, recuperate nei mercatini d’antiquariato e che appunto testimoniano la devozione del  popolo ibleo.

Il Museo di Memorie e Ricordi dei canicattinesi è disposto in due piani  e conserva cromolitografie raffiguranti figure di Santi e pietre da taglio raccolte con grande cura nei primi anni ottanta quando si demolivamo le case di Canicattini  per erigere palazzine in cemento armato e tutto l’arredo rimaneva seppellito sotto le pietre. Il Responsabile dell’UNESCO Ray Bondin che ha fatto tappa a Canicattini, ha visitato questo museo e ha affermato che il patrimonio in esso custodito fa della cultura uno dei punti di forza per emergere dall’anonimato e che quindi deve essere valorizzato  e tutelato.

Il Museo dei sensi e dell’arte lapidea presenta il territorio illustrando le valenze del comprensorio (dal paesaggio alle masserie, dalle botteghe all’abitare storico) ricodificando, valorizzando e trasmettendo stimoli sensoriali la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto ed il “sesto senso” inteso come istintiva relazione con la gente del luogo, quindi il senso dell’ospitalità. L’originale struttura museale è stata  allestita integrando due edifici ubicati nel cuore della cittadina, quella parte del centro urbano che viene considerata la piazza del paese, ma restituirà anche alla strada il ruolo di spazio sociale contribuendo all’abbattimento delle barriere architettoniche.

 

 

Il territorio circostante, oltre ad offrire un paesaggio assolutamente tipico e rappresentativo dei Monti Iblei  di cui Cava Giorgia e Cava Contessa sono un esempio, presenta una notevole ricchezza di testimonianze archeologiche la cui antichità si può far risalire all’età paleolitica. Il periodo meglio documentato è però quello cristiano-bizantino, quando tutto l’altopiano fu occupato da villaggi di cui oggi sono sopravvissuti interessanti resti di chiese, abitati e catacombe sparsi un po’ ovunque nel territorio portati alla luce dall’archeologo Paolo Orsi agli inizi del ‘900 quali Necropoli di Cugno Martino; Chiesa rupestre di Santa Maria; Necropoli di Case Vecchie; Necropoli di Pozzo Guardiole; Vallone Cavadonna; Grotta della Chiusazza. Canicattini Bagni , pur datando la sua fondazione nel 1681, insiste su un territorio abitato fin dalla preistoria  in cui sono rintracciabili siti preistorici , tardo–romani e bizantini  (necropoli Cozzo Guardiole, resti nella Contrada Case Vecchie , ecc…) che hanno  ha attirato l'attenzione di importanti archeologi  quali Giuseppe Fuehrer, Paolo Orsi, Sebastiano Aiello e Giuseppe Agnello ma ancora devono  essere studiati sistematicamente  e resi accessibili al pubblico.

Un turista che sceglie Canicattini come meta delle sue vacanze, all’interno del centro abitato,potrà essere ospitato in alcuni eleganti e ben tenuti bed and breakfast (Chiara, Morfeo, La Conversazione, Le Nuvole, Liberty Val d'Anapo, Palazzo Iargia) per un totale di circa 100 posti letto e oltre 1700 presenze in tutto l’arco dell’anno.
Al di fuori del centro abitato sono numerose le strutture ricettive. A questo proposito citiamo i più importanti:  

  • Borgo degli ulivi dove il turista potrà avere dei giorni di riposo tra la dolcezza delle colline adagiate nello sfolgorante sole siciliano e ammorbidite dall’ombra degli ulivi e dei carrubi,
  • lAgriturismo Sant’Alfano che sorge in un vecchio caseggiato settecentesco restaurato. In esso è possibile visitare i luoghi in cui si è svolta l’ attività agricola del feudo. Il servizio di ristorazione è tipicamente casalingo e si potranno gustare gli antichi sapori della cucina siciliana.
  • Hotel Oasi Don Bosco adagiato in una cornice di ambienti incontaminati tra lussureggianti pioppi ed eucalipti, sulle sponde del fiume Manghisi.  
  • Agriturismo Stallaini- la Pirrera che sorge in una zona di alto valore paesaggistico e archeologico e offre un ambiente di grande tranquillità.
Tutte queste strutture, offrono al turista piscina, campo da tennis e campo di calcio, mentre gli amanti della natura possono dilettarsi in trekking, passeggiate in bici, escursioni in fuoristrada o  abbandonarsi al pieno relax. Da un’ indagine accurata si è rilevato che sono strutture molto frequentate e che ospitano meeting e convention e, specialmente nel periodo estivo e nei week end, registrano il tutto esaurito.

Un cenno a parte merita la Fattoria Cugno Lupo a 3 kilometri dal centro abitato offre la possibilità di trascorrere ore di relax a contatto con la natura e con gli animali. Infatti qui si trova un allevamento (circa 85 capi) di asini di razza Ragusana (in via di estinzione). Si praticano onoterapia e onodidattica con personale specializzato, su soggetti diversamente abili e soprattutto si può trovare, quotidianamente, latte d’asina appena munto e in una ex stalla si può ammirare una collezione di carretti siciliani utilizzati dai vecchi contadini del luogo, reperiti e restaurati dagli artigiani locali che con abile cura cercano di mantenerne gli stessi colori e la stessa struttura.

 Canicattini è da sempre conosciuto come il Paese della musica,e per questo è stato oggetto di alcune trasmissioni televisive prodotte dalla RAI regionale infatti vanta una tradizione musicale molto antica, la Banda di Canicattini , nei suoi 150 anni di vita, è stata sempre presente negli avvenimenti più importanti del paese ed è diventata l’istituzione più popolare e più seguita. Passata attraverso la direzione di valenti maestri, Carlo Ferrara, Pietro Pernice e Nino Cirinnà, per citarne qualcuno, attualmente è diretta dal M° Michele Netti che le ha dato una svolta in senso moderno, inserendola nel contesto bandistico nazionale, in cui con le sue affermazioni musicali, ha acquistato notorietà e considerazione. Forte di un organico che anno dopo anno diventa sempre più giovane con l’immissione di ragazzi provenienti dalla Scuola di musica di alta levatura. infatti è frequentata da oltre un centinaio di giovani provenienti da tutta la provincia siracusana, la banda ha raggiunto un alto potenziale artistico che gli permette di spaziare dalla musica operistica tradizionale, a quella sinfonica leggera e a quella originale per banda. Oltre ai successi conseguiti in campo nazionale, nell’Ottobre 2002 è stata invitata a partecipare ad una tournee a New York in occasione del Columbus day e nel luglio del 2004 all’International Music Festival di Genova nell’occasione che la città ligure è divenuta capitale della cultura europea.

Tra le manifestazioni culturali di elevata valenza, possiamo citare il Raduno bandistico e il Festival del Jazz che si svolgono ogni anno nel periodo estivo inseriti nel Programma del Festival del Mediterraneo.

 

Fotografie Festival

Pictures by Pier Raffaele Platania
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Canicattini e dintorni

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